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	<title>Efficacemente &#187; Uncategorized | Efficacemente</title>
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	<description>Centro di Supporto Scolastico saronno</description>
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		<title>COSA SONO I PREREQUISITI</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2020 19:53:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Tognoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>(di Valentina Giurbino) L’apprendimento è quella competenza che ci permette di modificare il nostro comportamento in seguito ad esperienze vissute o a interazioni con l’ambiente che ci circonda. Il senso comune associa abitualmente il termine apprendimento quasi esclusivamente all’esperienza scolastica. In realtà, è facile notare quante e quali situazioni ci mettono in condizione di imparare [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(di Valentina Giurbino)</p>
<p>L’apprendimento è quella competenza che ci permette di modificare il nostro comportamento in seguito ad esperienze vissute o a interazioni con l’ambiente che ci circonda.</p>
<p>Il senso comune associa abitualmente il termine apprendimento quasi esclusivamente all’esperienza scolastica.</p>
<p>In realtà, è facile notare quante e quali situazioni ci mettono in condizione di imparare qualcosa che utilizzeremo in futuro per meglio adattarci all’ambiente in cui viviamo.</p>
<p>Se consideriamo l’età evolutiva, l’apprendimento non è solo adattamento all’ambiente, ma diviene anche prerequisito fondamentale per preparare il soggetto alla fase di sviluppo successiva.</p>
<p>In particolare, se osserviamo la fascia di età tra gli 0 e i 6 anni, diventa sempre più evidente che l’ambiente che circonda il bambino, non solo lo induce ad apprendere, ma ha anche dei compiti finalizzati, che lo conducono al momento in cui l’apprendimento formale diventa fondamentale: l’età scolare.</p>
<p>Ma cosa sono i prerequisiti di apprendimento?</p>
<p>Sì tratta di un insieme di competenze che coinvolgono specifiche funzioni cognitive, connesse ad aspetti attentivi, motori e motivazionali, e che sono alla base della successiva strutturazione delle conoscenze e degli apprendimenti formali (letto-scrittura e calcolo).</p>
<p>Comprendere quanto un bambino abbia raggiunto una buona competenza nell’acquisizione dei prerequisiti, ci permette di strutturare interventi mirati alla gestione di eventuali situazioni di fragilità.</p>
<p>Per quanto riguarda il processo di letto-scrittura, i principali prerequisiti sono:</p>
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<video class="wp-video-shortcode" id="video-10718-1" width="1080" height="1920" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2020/05/20200424_2326361.mp4?_=1" /><a href="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2020/05/20200424_2326361.mp4">http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2020/05/20200424_2326361.mp4</a></video></div>
<p>• Consapevolezza fonologica, intesa come la capacità di riconoscere le componenti fonologiche delle parole (fonemi, sillabe o altre unità di suono) e di manipolarle intenzionalmente.</p>
<p>• Riconoscimento di lettere: è la consapevolezza della corrispondenza grafema fonema e permette al bambino di trasformare le parole scritte in codice verbale orale;</p>
<p>• Denominazione rapida automatizzata: cioè la denominazione veloce di stimoli famigliari: rappresenta capacità di reperire le informazioni disponibili nella memoria;</p>
<p>• Ampiezza lessicale e comprensione morfosintattica: comprendono le abilità morfosintattiche (grammatica, morfologia, sintassi) e il lessico;</p>
<p>• Memoria fonologica a breve termine: permette di mantenere e manipolare gli stimoli per il tempo necessario a svolgere un compito; influisce su tutte tre le componenti di base del processo di lettura: decodifica, comprensione e velocità di lettura;</p>
<p>• Discriminazione visiva e uditiva: la prima è la capacità di riconoscere i grafemi, distinguendoli da altri segni grafici, e differenziarli tra loro in funzione della forma e dell’orientamento spaziale, mentre la Discriminazione uditiva è la capacità di discriminare i suoni linguistici e di riconoscere i singoli fonemi della lingua;</p>
<p>• Coordinazione occhio/mano: è la capacità di coordinare la percezione visiva con l’esecuzione di movimenti delle mani (motricità fine). Viene richiesta nel processo di scrittura per lo sviluppo di un buon grafismo (qualità del tratto grafico).</p>
<p>Inoltre, la scrittura va considerata anche come un compito fino-motorio in cui si eseguono sequenze di movimenti coordinati tra loro.</p>
<p>Bisogna, tuttavia, fare attenzione distinguere il tratto motorio e l’ortografia, dall’aspetto personale ed espressivo della grafia.</p>
<p>• Coordinazione occhio/mano: riguarda la capacità di coordinare e regolare i movimenti della mano;</p>
<p>• Abilità Visuo-Percettive: le capacità di discriminazione visiva e di riconoscere lo stimolo in forma globale anche quando viene presentato solo in parte.</p>
<p>Infine, lo sviluppo delle competenze di numero e calcolo è permesso da due tipologie di prerequisiti:</p>
<p>• Associazione rapida quantità/numero di oggetti ridotto (da 1 a 4), che consiste nello sviluppo delle competenze simboliche che consentono di riconoscere i numeri scritti e associarli alla quantità corrispondente.</p>
<p>• Memoria e abilità linguistiche, che permettono il calcolo a mente, la risoluzione dei problemi aritmetici e il recupero delle informazioni.</p>
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		<title>Imparare da casa: come? Una breve riflessione sull’apprendimento ai tempi del Covid</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2020 10:18:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Tognoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>(di Francesco Saviola) &#160; Negli ultimi mesi, la routine di moltissime famiglie si è arricchita di momenti insoliti e, dunque, di nuove domande. In tante case, il tempo della lezione online è accolto con curiosità e perplessità che attraversano studenti, genitori e insegnanti. Come si può imparare da casa? Scuole chiuse: cosa è cambiato? La [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(di Francesco Saviola)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2020/05/2116.jpg"><img class="size-large wp-image-10708" src="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2020/05/2116-1024x683.jpg" alt="Hands working with a laptop on the white office desk with a mobile phone, a title online study on the both screens. Education, business concept photo" width="1024" height="683" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi mesi, la routine di moltissime famiglie si è arricchita di momenti insoliti e, dunque, di nuove domande.</p>
<p style="text-align: justify;">In tante case, il tempo della lezione online è accolto con curiosità e perplessità che attraversano studenti, genitori e insegnanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Come si può imparare da casa?</p>
<h3 style="text-align: left;"></h3>
<h3 style="text-align: left;">Scuole chiuse: cosa è cambiato?</h3>
<p>La <strong>scuola</strong> è l’istituzione a cui si affida tutti i giorni l’istruzione di bambini e ragazzi: rappresenta una certezza e un punto di riferimento.</p>
<p style="text-align: justify;">In classe, gli alunni e gli studenti sono guidati dall’insegnante, che propone preziose informazioni e feedback. Essi possono, inoltre, confrontarsi e co-operare tra loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa intensa attività <strong>interattiva</strong> e <strong>sociale</strong> si intreccia con quella <strong>individuale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, il contesto scolastico stimola e semplifica molto la rielaborazione e la riorganizzazione personale delle conoscenze!</p>
<p style="text-align: justify;">Come aiutare i bambini e i ragazzi nello studio, dunque, quando le scuole sono chiuse?</p>
<h2 style="text-align: justify;"></h2>
<h3 style="text-align: left;">Lo studente come protagonista dell’apprendimento</h3>
<p style="text-align: justify;">Ricreare il contesto di classe tramite internet è certamente utile ma non sempre possibile e proficuo. Dunque, la distanza può essere un’importante occasione per lanciare nuove sfide ad ogni singolo studente.</p>
<p style="text-align: justify;">La dimensione individuale dell’apprendimento diventa fondamentale.</p>
<p style="text-align: justify;">In generale, infatti, si sa che uno studente impara “meglio” quando sente di essere il protagonista del suo apprendimento, facendosi carico di <strong>dare significato</strong> a quello che studia.</p>
<p style="text-align: justify;">È utile che l’insegnante stimoli ogni studente ad esplorare autonomamente anche argomenti che lo interessano, favorendo un <strong>apprendimento per scoperta</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;"></h2>
<h3 style="text-align: left;">Quali fattori individuali entrano in gioco?</h3>
<p style="text-align: justify;">In questo quadro, entrano in gioco soprattutto gli aspetti <strong>motivazionali</strong>&#8211;<strong>emotivi</strong> del ragazzo che apprende. Questi includono, ad esempio, curiosità, percezione di competenza e autoefficacia.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, le esperienze che emozionano sono quelle dalle quali si apprende di più: a tutti, ad esempio, è capitato di “perdere la cognizione del tempo” durante un’attività o una lettura intensamente gratificante.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, ogni persona ha degli interessi rispetto ai quali sviluppa un ampio bagaglio di conoscenze e di abilità grazie al quale si sente capace.</p>
<h2 style="text-align: justify;"></h2>
<h3 style="text-align: left;">Cosa proporre a bambini e ragazzi?</h3>
<p style="text-align: justify;">Sembra importante, dunque, incoraggiare i ragazzi a esplorare ciò che li incuriosisce.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa attività di scoperta è un’occasione per: costruire con i ragazzi le <strong>strategie</strong> di apprendimento; <strong>partire dall’esperienza</strong> per costruire sapere.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, attività come ricerche e approfondimenti si prestano bene a <strong>momenti di confronto e di scambio di pensieri</strong> con la classe e l’insegnante.</p>
<h2 style="text-align: justify;"></h2>
<h2 style="text-align: justify;"></h2>
<h3 style="text-align: left;">Bibliografia</h3>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Roletto, E.(2005). La scuola dell’apprendimento. Erickson</li>
<li style="text-align: justify;">Scataglini, C.,Cramerotti, S., Ianes, D.(2008). Fare sostegno nelle scuole superiori, Erickson</li>
</ul>
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		<title>SBAGLIANDO S&#8217;IMPARA</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2020 23:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Tognoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>(articolo a cura della dott.ssa Valentina Giurbino) La pedagogia dell’errore, una chiave interpretativa positiva dell’errore nel processo di apprendimento “Sbagliando si impara”. Non esiste frase più chiara e semplice per spiegare il processo di apprendimento.  L’errore, ciò che spesso viene considerato un aspetto penalizzante rispetto ai percorsi cognitivi, può essere considerato il punto di partenza [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">(articolo a cura della dott.ssa Valentina Giurbino)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La pedagogia dell’errore, una chiave interpretativa positiva dell’errore nel processo di apprendimento</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2020/03/Canva-Kid-Covering-his-Eyes-Next-to-a-Question-Mark.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-10688" src="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2020/03/Canva-Kid-Covering-his-Eyes-Next-to-a-Question-Mark-300x192.jpg" alt="Canva - Kid Covering his Eyes Next to a Question Mark" width="300" height="192" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">“Sbagliando si impara”. Non esiste frase più chiara e semplice per spiegare il processo di apprendimento.  L’errore, ciò che spesso viene considerato un aspetto penalizzante rispetto ai percorsi cognitivi, può essere considerato il punto di partenza verso un’acquisizione di maggiore padronanza del proprio stile di apprendimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il processo di apprendimento, infatti, non è quasi mai un percorso lineare.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di raggiungere l’obiettivo prestabilito si percorrono spesso numerosi passaggi, talvolta anche impercettibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Con queste premesse risulta ancora più chiaro come, in questo periodo in cui affianchiamo i nostri figli nello svolgimento dei compiti e offriamo supporto nella didattica a distanza, la nostra figura di adulti “accompagnatori”, debba assumere sempre di più il ruolo di mediatore, facilitatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Davanti agli errori dei nostri bambini è importante aiutarli a comprendere quale strada li ha portati a quel determinato risultato, sapendo fare le giuste domande, senza colpevolizzare.</p>
<p style="text-align: justify;">Porre al bambino domande che mostrano curiosità e interesse per i suoi percorsi mentali, sia in presenza che in assenza di errore, lo aiuterà ad individuare proprie modalità di apprendimento, a riflettere sulle proprie strategie messe in atto, generando una competenza fondamentale al fine di rendere il bambino autonomo sia nello studio, sia nelle attività che quotidianamente incontrerà nel proprio percorso evolutivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo atteggiamento gli permetterà di costruire e preservare il proprio senso di autoefficacia, spingendolo ad esplorare le possibilità che gli si porranno davanti senza paura, costruendo quella competenza fondamentale ai fini del successo scolastico, lavorativo e relazionale che è la flessibilità cognitiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si parla di flessibilità cognitiva ci si riferisce proprio alla capacità di saper ridefinire i propri piani e i passaggi che si erano ipotizzati per raggiungere gli obiettivi, alla luce di ostacoli che possono giungere sul nostro cammino, come gli errori o gli imprevisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, è forse il caso di dire che sbagliando si impara, si cresce e si genera consapevolezza.</p>
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		<title>LABORATORIO CREATIVITA&#8217;</title>
		<link>https://www.centroefficacemente.it/saronno/laboratorio-creativita/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Feb 2018 16:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Tognoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Vi aspettiamo al nuovo Laboratorio Creatività! Il nostro Pedagogista Alessio Rondena e la nostra Artista Alessandra Lunesu guideranno bambini e bambine alla ricerca del loro talento partendo dell&#8217;incontro con alcune delle protagoniste del libro &#8220;STORIE DELLA BUONANOTTE PER BAMBINE RIBELLI&#8220;. 5 interessanti incontri per un laboratorio fortemente improntato alla strutturazione delle competenze creative, di problem solving e relazionali. GLI [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2018/02/laboratorio-creatività_ok-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-10677" src="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2018/02/laboratorio-creatività_ok-1-212x300.jpg" alt="laboratorio creatività_ok (1)" width="212" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Vi aspettiamo al nuovo <strong>Laboratorio Creatività</strong>!</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro Pedagogista <a class="profileLink" href="https://www.facebook.com/alessio.rondena?fref=mentions" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=100001538585765&amp;extragetparams=%7B%22fref%22%3A%22mentions%22%7D" data-hovercard-prefer-more-content-show="1">Alessio Rondena</a> e la nostra Artista <a class="profileLink" href="https://www.facebook.com/alessandra.lunesu?fref=mentions" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=1258475081&amp;extragetparams=%7B%22fref%22%3A%22mentions%22%7D" data-hovercard-prefer-more-content-show="1">Alessandra Lunesu</a> guideranno bambini e bambine alla ricerca del loro talento partendo dell&#8217;incontro con alcune delle protagoniste del libro &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><strong>STORIE DELLA BUONANOTTE PER BAMBINE RIBELLI</strong></span>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">5 interessanti incontri per un laboratorio fortemente improntato alla strutturazione delle <strong><em>competenze creative</em></strong>, di<strong><em> problem solving </em></strong>e<strong><em> relazionali</em></strong>.</p>
<p>GLI INCONTRI SI TERRANNO C/o POLO SARONNESE DI PSICOLOGIA</p>
<p>VIA CARLO PORTA N.8, SARONNO</p>
<p>DALLE ORE 16:30 ALLE 18</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;">COSTO DEI 5 INCONTRI €75</p>
<p style="text-align: center;">Iscrizione obbligatoria al numero tel. <strong>3887706460</strong></p>
<p style="text-align: center;">oppure e-mail: <strong>polo@psicologosaronno.com</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p>GLI INCONTRI SI TERRANNO C/o POLO SARONNESE DI PSICOLOGIA</p>
<p>VIA CARLO PORTA N.8, SARONNO</p>
<p>DALLE ORE 16:30 ALLE 18</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>24 febbraio incontriamo Frida Khalo</p>
<p>Durante il primo incontro tratteremo la creatività intesa come necessità, bisogno viscerale e istintivo attraverso il laboratorio di manipolazione &#8220;Magic Box&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3 marzo incontriamo Maya Angelou</p>
<p>I temi del secondo incontro saranno l&#8217;autoaffermazione e la determinazione. il laboratorio vedrà i bambini lavorare in gruppo per realizzare un cartellone a grandezza umana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>10 marzo incontriamo Yoko Ono</p>
<p>In questo incontro analizzeremo l&#8217;arte come mezzo di comunicazione. Partendo da materiali di riciclo, i bambini creeranno il proprio abito per trasmettere un messaggio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>17 marzo incontriamo le Sorelle Bronte</p>
<p>Attraverso l&#8217;utilizzo delle magiche carte &#8220;INVENTAFAVOLE&#8221;, i bambini divisi in gruppi impareranno l&#8217;importanza dell&#8217;organizzazione della cooperazione</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>7 aprile L&#8217;arte siamo NOI</p>
<p>Durante l&#8217;ultimo appuntamento, i piccoli artisti avranno l&#8217;occasione di mettere in pratica gli insegnamenti appresi durante i precedenti incontri e condividere i propri talenti attraverso una vera e propria mostra espositiva</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-10676"></span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>STUDIARE CON STILE</title>
		<link>https://www.centroefficacemente.it/saronno/studiare-con-stile/</link>
		<comments>https://www.centroefficacemente.it/saronno/studiare-con-stile/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2017 17:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Tognoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.centroefficacemente.it/saronno/?p=10662</guid>
		<description><![CDATA[<p>“Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che prova la stessa sinfonia”. (Diario di scuola, Daniel Pennac, Feltrinelli,  2008) &#160; &#160; Partiamo da questa citazione di [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-weight: 400;">“Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che prova la stessa sinfonia”. </span></em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">(Diario di scuola, Daniel Pennac, Feltrinelli,  2008) </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2017/04/studiare.jpg"><img class="alignnone  wp-image-10669" src="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2017/04/studiare-300x138.jpg" alt="studiare" width="370" height="170" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Partiamo da questa citazione di Daniel Pennac per riflettere sul fatto che ogni studente studia e apprende in maniera personale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le differenze di ognuno di noi e in particolare nell’ambito dell’apprendimento, derivano da molti fattori come </span><span style="font-weight: 400;">età, sesso, attitudini, emozioni, aspettative, credenze sulla propria intelligenza, motivazioni, situazione socio-culturale, ecc. Ma l’elemento che ci aiuta a capire meglio le differenze tra gli alunni, la loro eterogeneità,  è il loro stile di apprendimento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per stile di apprendimento si intende “l’approccio all’apprendimento preferito di una persona, il suo modo tipico e stabile di percepire, elaborare, immagazzinare e recuperare le informazioni”. (Mariani, 2000).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Molti studenti sembrano passivi, demotivati, partecipano con poco entusiasmo alla vita di classe e a lungo andare questo atteggiamento li porta alla noia e al disinteresse totale per la scuola. Nei casi in cui non ci siano  incapacità specifiche o disturbi specifici dell’apprendimento diagnosticati, è importante prendere in considerazione il fatto che magari  il loro metodo di studio non sia adeguato al proprio stile di apprendimento. Ecco perché è importante che ogni studente sia consapevole del proprio modo di studiare, di quali siano per esempio le vie sensoriali che preferisce (ascoltare la lezione, leggere il testo), le modalità prevalenti di elaborazione dell’informazione (fare elenchi analitici, fare riassunti che aiutino a inquadrare la situazione nel suo insieme), o i linguaggi più efficienti (verbale, corporeo, grafico, letto-scrittura). Diventare consapevoli dei propri processi cognitivi e di apprendimento può aiutarli a capire e a risolvere le loro difficoltà a scuola.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Gli stili cognitivi</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un concetto più ampio di quello di stile di apprendimento &#8211; e che ingloba quest&#8217;ultimo come proprio aspetto particolare &#8211; è quello di stile cognitivo, con il quale si intendono le modalità preferenziali con cui gli individui elaborano l&#8217;informazione nel corso di compiti diversi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per stile cognitivo s’intende la “modalità di elaborazione dell’informazione che la persona adotta in modo prevalente, che permane nel tempo e si generalizza a compiti diversi” (Boscolo, 1981) </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli stili cognitivi indicano una tendenza costante a utilizzare una determinata strategia o insieme di strategie per risolvere un compito o un problema cognitivo (per esempio strategie verbali o immaginative).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli stili cognitivi indicano le differenze personali in relazione: </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">-al modo in cui percepiamo i fenomeni (chi percepisce i dettagli, chi l’insieme, chi i rapporti spaziali, chi la successione; ecc.) ;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">-al modo in cui ragioniamo (chi procede in modo sistematico, chi per associazioni di idee, chi visualizza, chi verbalizza, ecc.) ;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">-a come memorizziamo e di conseguenza a come organizziamo lo studio    per apprendere efficacemente (chi ripete ad alta voce, chi individua gli elementi significativi di un argomento, chi elabora schemi, chi elenca tutti gli elementi, ecc.) </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di seguito proponiamo una tabella riassuntiva delle caratteristiche dei principali stili cognitivi (Cesare Cornoldi, 2001). </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Percezione </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Analitico:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">privilegia una percezione del dettaglio “vede l’insieme di A”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Globale:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">privilegia la percezione dell’intero “vede prima la F”</span></p>
<p><a href="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2017/04/image.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-10665" src="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2017/04/image-224x300.jpeg" alt="image" width="224" height="300" /></a></p>
<p><span style="font-weight: 400;">esempio tratto da Cornoldi et al. (2001)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Memoria </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Visuale:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">preferisce il codice visuo-spaziale ed iconico (preferenza per l’immagine, le figure, le rappresentazioni grafiche, le immagini mentali)</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Verbale:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">preferisce il codice linguistico e sonoro (preferenza per la parola detta o scritta, tendenza a imparare per lettura o ripetizioni)</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sistematico:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">si caratterizza per  una procedura a piccoli passi, dove vengono analizzati e presi in considerazione tutti i possibili dettagli </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Intuitivo:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">si esprime in prevalenza su ipotesi globali che poi cerca di confermare o confutare</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Ragionamento </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Impulsivo: </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">tempi decisionali brevi per i processi di valutazione e risoluzione di un compito cognitivo</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Riflessivo:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">tempi decisionali più lunghi per i processi di valutazione e risoluzione di un compito cognitivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’importante conoscere e valorizzare i diversi stili che ognuno di noi utilizza in modo preferenziale perché le informazioni si codificano, si organizzano, e si recuperano secondo il nostro stile preferito. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo stile cognitivo di ognuno di noi permane nel tempo attraverso un processo circolare: se il mio stile ha condotto a dei buoni risultati, questi mi porteranno a riutilizzare strategie simili in compiti simili. Ma lo stile di ognuno di noi non è rigido: anzi, la sua caratteristica principale è la plasticità. Non c’è nessuno che sia al 100% uno stile cognitivo verbale o visuale, analitico o globale. Di solito ognuno di noi ha uno stile che nasce da una miscelazione di questi elementi che abbiamo individuato e che rappresentano una predisposizione verso cui tendiamo quando percepiamo, elaboriamo e memorizziamo informazioni. La plasticità dello stile cognitivo ci permette anche di capire che ci possono essere situazioni o compiti che è necessario affrontare con uno stile cognitivo diverso dal proprio. Utilizzare un nuovo stile cognitivo può essere un&#8217;esperienza molto utile. Ecco perché è importante che ogni studente sia consapevole del proprio stile (quali siano le sue modalità preferenziali di approccio alla materia di studio) e facciano esperienza degli altri stili, imparando a riconoscere le caratteristiche del compito e di conseguenza siano in grado di  affrontarli con l’ausilio di stili differenti.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Gli stili di apprendimento</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Nell’apprendimento gli stili cognitivi dell&#8217;individuo tendono a determinare la classe di strategie che questi adotterà per imparare, ovvero il suo stile di apprendimento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dallo stile cognitivo dipende lo stile di apprendimento, è la sua estensione: determina il nostro modo individuale e abituale di apprendere a scuola.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ogni studente a scuola si impegna nello studio, svolge i compiti o risolve problemi cognitivi in modo unico con caratteristiche personali: tende a usare una stessa tipologia di strategie che presentano tratti comuni. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I Canali sensoriali</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’apprendimento inizia con i canali sensoriali: attraverso i cinque sensi percepiamo gli stimoli esterni che poi ognuno di noi elabora in modo personale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ogni studente apprende preferendo un determinato canale sensoriale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Su questa base, si possono distinguere quattro principali gruppi</span></p>
<p><a href="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2017/04/image-1.jpeg"><img class="alignnone  wp-image-10666" src="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2017/04/image-1-300x144.jpeg" alt="image (1)" width="483" height="232" /></a></p>
<p><span style="font-weight: 400;">tratto da “Come Leggere la Dislessia e i DSA” ed. Giunti</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Canale visivo verbale &#8211; </span><span style="font-weight: 400;">preferenza per la letto-scrittura: s’impara leggendo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Canale visivo non verbale &#8211; </span><span style="font-weight: 400;">preferenza per immagini, disegni, fotografie, simboli, mappe concettuali, grafici e diagrammi. </span>Lo studente impara attraverso l’uso di mappe concettuali.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Canale uditivo &#8211; </span><span style="font-weight: 400;">preferenza per l’ascolto. </span>Lo studente è più partecipe ascoltando una lezione, partecipando a discussioni e attraverso il lavoro con un suo pari o in piccoli gruppi.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Canale cinestetico &#8211; </span><span style="font-weight: 400;">preferenza per attività concrete: lo studente impara facendo esperienza diretta di un problema</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">La conoscenza del proprio stile di apprendimento e la riflessione sulle proprie caratteristiche personali costituisce un importante elemento di conoscenza e di aiuto per una buona riuscita a scuola.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Compito di un buon tutor è quello di conoscere a fondo ogni studente che accompagna e supporta nello studio: conoscerlo dal punto di vista cognitivo, quindi individuare quale sia il suo stile cognitivo e di apprendimento,  capire i tempi del suo apprendere, identificare le sue emozioni mentre studia, stabilire una buona relazione educativa basata sulla fiducia e l’empatia. È importante che i ragazzi si sentano accolti, e valorizzati nella loro individualità, senza alcun giudizio. Stare con loro, significa rispettare i loro tempi e il loro modo di studiare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A seconda dello stile di apprendimento privilegiato dallo studente, il tutor può individuare quali siano le strategie favorite dallo studente durante lo studio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli stili di apprendimento rappresentano le modalità preferenziali secondo cui ogni persona apprende; è la predisposizione ad adottare una particolare strategia di apprendimento indipendentemente dalle caratteristiche specifiche del compito. Per strategia di apprendimento si intende l’insieme di procedure utilizzabili per conseguire l&#8217;apprendimento. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un tutor che tenga conto dello stile di apprendimento dello studente facilita il raggiungimento degli obiettivi educativi e didattici favorendo l’uso delle strategie a lui più congeniali.  ecco alcuni esempi di strategie utili per lo studio:</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Strategie per lo stile VISIVO-VERBALE </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> &#8211; prendere appunti in classe e rileggerli a casa </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> &#8211; fare riassunti di quanto si è letto </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> &#8211; prendere nota delle istruzioni per i compiti</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> &#8211; annotare indicazioni scritte di fianco a grafici e diagrammi</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> &#8211; fare elenchi scritti di ciò che si ritiene importante ricordare </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> &#8211; richiedere istruzioni o spiegazioni scritte </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Strategie per lo stile VISIVO- NON VERBALE </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; usare disegni, mappe in cui inserire  parole-chiave, immagini, grafici ecc.. per ricordare i termini e per riassumere il materiale da studiare </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; usare il colore nel testo per evidenziare le parti importanti</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> -creare immagini mentali di ciò che viene ascoltato o letto</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Strategie per lo stile UDITIVO </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; stare attenti alle spiegazioni in classe </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; registrare la propria voce mentre si ripete a voce alta o si legge per riascoltare in un secondo momento, durante il ripasso</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; utilizzare audiolibri per leggere i libri di narrativa </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Strategie per lo stile CINESTESICO </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">-trasformare in pratica ciò che si deve studiare  quando è possibile e la materia o l’argomento lo consente</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; alternare i momenti di studio  da quelli di pausa </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; alternare momenti in cui si sta seduti a momenti in cui ci si alza </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; creare mappe, grafici, diagrammi di ciò che si studia </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; cercare esempi di applicazioni pratiche di ciò che si è studiato, quando è possibile</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il tutor è altresì efficace quando supporta e accompagna i ragazzi nella loro vita scolastica senza dimenticare di aiutarli a sviluppare un atteggiamento metacognitivo, ovvero li invita a riflettere sul modo in cui  imparano, su come funziona la loro mente mentre studiano cose nuove.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il buon tutor li aiuta per quello che riguarda il contenuto, l’oggetto di studio ma anche sul processo, cioè su come la loro mente apprende, quale è il loro stile nel processo di apprendimento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno degli obiettivi imprescindibili del tutor è aiutare i ragazzi a riflettere sul loro stile di apprendimento, portarli a individuare le loro debolezze e i punti di forza, a valorizzare le inclinazioni e saperle adattare ogni volta che si trovano davanti a compiti e materie di studio che li mettono in difficoltà.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un buon tutor deve tenere conto delle modalità con cui l’alunno apprende, deve saper valorizzare le sue preferenze e adattarle alle situazioni nelle quali quelle inclinazioni potrebbero causare difficoltà.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Silvia Grassi</span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fonti e riferimenti bibliografici: </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Boscolo P., (1981), “Intelligenze e differenze individuali”. In AA.VV., Intelligenza e diversità, Loescher, Torino. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Boscolo, P. 81986) “Psicologia dell’apprendimento scolastico”, Torino, Utet</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">De Beni R., Pazzaglia F., Molin A., Zamperlin C.,(2001), “Psicologia Cognitiva dell’Apprendimento” Erickson, Trento </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cornoldi C., De Beni R., Gruppo MT (2001), “Imparare a studiare 2” Erickson, Trento</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mariani L., (2000), “Portfolio. Materiali per documentare e valutare cosa s’impara e come si impara” Zanichelli, Bologna. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pennac D. (2008), “Diario di scuola” Feltrinelli, Milano </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stella G., Grandi L., (2011) a cura di “Come Leggere la Dislessia e i DSA”- capitolo 2 “Come Leggere&#8230;gli stili di apprendimento e gli stili cognitivi” di Ciceri F. e Cafaro P.. Giunti scuola, Firenze </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Laboratorio Compiti di EfficaceMente!</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2016 00:18:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Tognoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Laboratorio Compiti   Il bambino non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere. François Rabelais &#160; Da alcuni considerati come parte indispensabile della maturazione personale e didattica dello studente, da altri considerati inutili oneri, i compiti a casa sono da sempre terreno di epiche battaglie della quotidianità in cui eroicamente si incontrano/scontrano [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Laboratorio Compiti</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Il bambino non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere.</em><br />
François Rabelais</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da alcuni considerati come parte indispensabile della maturazione personale e didattica dello studente, da altri considerati inutili oneri, <strong>i compiti</strong> a casa sono da sempre terreno di epiche battaglie della quotidianità in cui eroicamente si incontrano/scontrano genitori, figli studenti e professori. Al <em>Centro di supporto scolastico Efficacemente</em> nasce così il <strong>Laboratorio Compiti,</strong> dalla chiara convinzione che i compiti a casa siano un importante strumento didattico ma che altrettanto importante sia trovare il giusto equilibrio affinchè possano realmente giovare all’apprendimento e alla crescita scolastica, oltre che personale, dello studente. Il progetto vuole da un lato supportare le famiglie, i bambini e i ragazzi nello sviluppo dell’<strong>autonomia</strong> e della <strong>gestione dell’organizzazione scolastica</strong> e dall’altro dare agli studenti uno spazio in cui poter sperimentarsi, anche in modo divertente, scoprendo il piacere dello <strong>studio in compagnia</strong> sotto la supervisione di un’equipe educativa.</p>
<p><a href="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2016/11/scuola-590x442.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-10625" src="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2016/11/scuola-590x442-300x225.jpg" alt="scuola-590x442" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Maggiori <strong><em>informazioni</em></strong> sulle modalità di svolgimento e i <strong><em>contatti sono riportati in fondo all’articolo</em></strong>.</p>
<p><strong> </strong><strong>Perché proponiamo un Laboratorio Compiti di Efficacemente?</strong><strong> </strong></p>
<ul>
<li>Alleggerisce il carico di studio degli studenti a casa;</li>
<li>offre la possibilità di condividere un’esperienza positiva con altri studenti della stessa età;</li>
<li>offre la possibilità di apprendere in modo cooperativo lavorando in piccoli gruppi omogenei;</li>
<li>consente di affrontare l’impegno scolastico con il sostegno di professionisti competenti.</li>
</ul>
<p>L’<strong>influenza tra pari</strong> è uno dei maggiori <strong>fattori motivazionali</strong> nelle condotte individuali e di gruppo: realizzandosi attraverso diversi meccanismi e obiettivi evolutivi modella i comportamenti e i sistemi valoriali personali. La teoria dell’apprendimento sociale individua proprio nell’osservazione e nell’influenza dei modelli di comportamento uno tra i più rilevanti fattori che promuovono l’<strong>autoefficacia</strong>, ossia la capacità soggettivamente percepita di produrre con sufficiente successo un’azione desiderata. La percezione di autoefficacia influenza l’individuazione degli obiettivi che le persone scelgono di perseguire in una determinata attività, le energie e il tempo che dedicano a tali azioni anche di fronte a ostacoli e difficoltà. Da qui deriva allora l’importanza di favorire la <strong>prossimità</strong> di coetanei che condividano valori e obiettivi di crescita positivi. L’influenza è tanto più forte quanto più sono vicini l’età, gli obiettivi e i valori di chi emette il comportamento e di chi osserva. Tale concetto prende il nome di <strong>similarità</strong>.</p>
<p>Per tali ragioni la partecipazione ad uno spazio compiti <em>organizzato </em>formato da un gruppo di pari non solo rappresenta un’occasione per farsi carico del proprio lavoro scolastico condividendo il tempo con altri studenti, ma è soprattutto una <strong>situazione opportunamente monitorata</strong> da professionisti delle discipline psico-pedagogiche i quali, attraverso un’azione di mediazione professionale, canalizzano le influenze positive che ciascun membro del gruppo può avere sugli altri, promuovendo così l’attivazione di comportamenti funzionali, oltre che una riflessione sulle credenze e i valori riguardo l’apprendimento e le sue motivazioni. In questa esperienza ogni studente è invitato e supportato a esprimere la propria personalità e a coltivare le proprie strategie di studio in un’<strong>atmosfera serena e collaborativa</strong>.</p>
<p><a href="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2015/06/67761_tutorías-congreso.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-10513" src="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2015/06/67761_tutorías-congreso-300x200.jpg" alt="67761_tutorías-congreso" width="300" height="200" /></a></p>
<p><strong>Impariamo insieme!</strong>Lo scambio attivo ed intenzionale delle varie conoscenze e di strategie funzionali tra i membri del gruppo di lavoro promuove i processi motivazionali favorevoli all’apprendimento.Numerosi studi hanno dimostrato che,se correttamente applicato, l&#8217;apprendimento cooperativo dà luogo a una qualità migliore dell’apprendimento rispetto all&#8217;istruzione tradizionale e allo studio individuale, poiché facilita lo sviluppo di abilità cognitive di alto livello e l&#8217;attitudine a lavorare con gli altri, promuovendo negli studenti una maggiore fiducia nelle proprie capacità. (Johnson, Johnson et al.2007; Kagan 1985; ecc.)</p>
<p>Vi aspettiamo al <em>Centro Efficacemente</em>!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dott. Alessio Rondena</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2016/11/14980764_1793579390883021_749732066974104259_n.jpg"><img class="alignnone  wp-image-10621" src="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2016/11/14980764_1793579390883021_749732066974104259_n-215x300.jpg" alt="14980764_1793579390883021_749732066974104259_n" width="265" height="370" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2016/11/15036561_1793579437549683_2654406804267400251_n.jpg"><img class="alignnone  wp-image-10622" src="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2016/11/15036561_1793579437549683_2654406804267400251_n-212x300.jpg" alt="15036561_1793579437549683_2654406804267400251_n" width="261" height="369" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><u>Informazioni sul laboratorio compiti</u></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Giorni e orari</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il laboratorio è attivato per <strong>gruppi di 4 studenti </strong>nei seguenti giorni e orari:</p>
<p><strong>Lunedì </strong>e<strong> giovedì </strong>dalle<strong> h.15.00 </strong>alle<strong> h.16.30 </strong></p>
<p>Per i ragazzi della<strong> scuola secondaria di primo grado</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mercoledì </strong>e<strong> venerdì </strong>dalle<strong> h.16.30 </strong>alle<strong> h.18.00</strong></p>
<p><strong>Sabato </strong>dalle <strong>h.9.10</strong> alle <strong>h.10.45</strong></p>
<p>per i bambini delle classi<strong> terza, quarta e quinta della scuola primaria</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Sede e prezzi</em></strong></p>
<p>Ogni incontro dura <strong>1.30 h.</strong>e il costo previsto è di <strong>15 euro</strong>.</p>
<p>Si può scegliere di parteciparvi una o più volte alla settimana e si svolge nella <strong>sede di Efficacemente in via Carlo Porta n. 8 a Saronno</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Per iscrizioni e maggiori informazioni</em></p>
<p>Potete chiamare il numero 800912111</p>
<p>Oppure mandare una mail a <a href="mailto:info@centroefficacemente.it">info@centroefficacemente.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nota bibliografica</strong></p>
<p>Boscolo P., <em>La fatica e il piacere d’imparare. Psicologia della motivazione scolastica</em>, UTET Università, 2012</p>
<p>Bruner J., <em>La cultura dell’educazione</em>, Feltrinelli, Milano, 1997</p>
<p>Guarguaglini A., Cini S., Corti F. P., Lambruschini L., <em>Gestire gruppi in formazione. Teorie e strumenti, Erickson</em>, Trento, 2007</p>
<p>Johnson D.W., Johnson R.T., Holubec E. J., <em>Apprendimento cooperativo in classe. Migliorare il clima emotivo e il rendimento</em>, Erickson, Trento, 2015</p>
<p>Moè A., Pazzaglia F., Friso G., <em>Perché (non) mi piace la scuola. Come acquisire un atteggiamento positivo verso lo studio</em>, Erickson, Trento, 2005</p>
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		<title>Ti sei perso nello studio? Ritrova la tua strada con le mappe!</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2016 00:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Tognoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160; LE MAPPE COME STRUMENTO DI STUDIO La produzione di schemi durante lo studio per organizzare visivamente le conoscenze e facilitare la memorizzazione dei concetti principali è una pratica utilizzata da molti studenti. A seguito della legge n.170 del 2010 che definisce le linee guida da adottare a scuola in materia  di disturbi specifici dell’apprendimento,  [&#8230;]</p>
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<p>LE MAPPE COME STRUMENTO DI STUDIO</p>
<p>La produzione di schemi durante lo studio per organizzare visivamente le conoscenze e facilitare la memorizzazione dei concetti principali è una pratica utilizzata da molti studenti.</p>
<p>A seguito della legge n.170 del 2010 che definisce le linee guida da adottare a scuola in materia  di disturbi specifici dell’apprendimento,  gli schemi,  che d’ora in avanti chiameremo <strong>mappe</strong>  hanno assunto un ruolo sempre più importante nella vita degli studenti con diagnosi di DSA.</p>
<p>Da  qui l’esigenza di scrivere questo articolo, per provare a fare  chiarezza  su una metodologia  che il MIUR propone come uno dei principali strumenti compensativi,  utile  a bilanciare  le difficoltà derivanti dal disturbo e rendere il metodo di studio  più efficace.</p>
<p>Iniziamo quindi col definire  cosa intendiamo per mappa:</p>
<p><em>“</em><em>È una rappresentazione grafica delle conoscenze,  dove i concetti, espressi in forma sintetica attraverso PAROLE CHIAVE o brevi frasi, sono inseriti all’interno di una forma geometrica chiamata NODO e collegati tra loro attraverso frecce”<strong>.</strong></em></p>
<p>Tra le diverse tipologie di mappe, le più comuni nel mondo della scuola possono essere ricondotte a due grandi famiglie: le <strong>mappe mentali</strong> e le <strong>mappe concettuali</strong>.</p>
<p>Sebbene  è importante precisare  che non esistono mappe corrette o sbagliate, in quanto la stesura è strettamente personale, è altresì opportuno chiarire che a seconda delle mappe  vi sono differenti regole di composizione e differenti ambiti di utilizzo.</p>
<p><strong>Le mappe mentali</strong></p>
<p><strong> </strong><em>Come sono fatte?</em></p>
<p>Hanno una struttura a raggiera, l’argomento principale è al centro, mentre i concetti ad esso collegati sono organizzati in maniera associativa.</p>
<p>Esempio:</p>
<p>Se penso al tempo, mi vengono in mente: l’orologio, le stagioni, il meteo….etc.</p>
<p><a href="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2016/11/ILTEMPO.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-10632" src="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2016/11/ILTEMPO-300x253.jpg" alt="iltempo" width="300" height="253" /></a></p>
<p><em>Quando è meglio utilizzarle?</em></p>
<p>Le mappe mentali sono più indicate per <strong>sviluppare le capacità creative piuttosto di quelle organizzative</strong>, un classico utilizzo è quello di raccogliere idee su un argomento comune, il così detto esercizio di “Brainstorming” e quella sul tempo appena riportata ne è un tipico esempio.</p>
<p>Altri modi per utilizzare questo tipo di mappe è sintetizzare il pensiero altrui, in altre parole <em>“prendere appunti”</em> durante la lezione. In questi casi è meglio servirsi di modelli predefiniti come quello riportato qui di seguito.</p>
<p><a href="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2016/11/mappa-mentale-per-appunti.png"><img class="alignnone  wp-image-10633" src="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2016/11/mappa-mentale-per-appunti-300x186.png" alt="mappa-mentale-per-appunti" width="381" height="236" /></a></p>
<p>Un ulteriore utilizzo è sostanzialmente una variante della classica scaletta con la quale si pianificano i contenuti di un tema,  dove vengono indicati  i punti che si vogliono affrontare e la relazione  tra di essi.</p>
<p>Esempio: se la consegna è scrivere una tema sull’importanza dello sport, penso al basket, lo sport a cui mi piace giocare, e al calcio,dove seguo le partite della mia squadra del cuore.</p>
<p>Se penso al basket mi vengono in mente gli allenamenti dove ho imparato il rispetto delle regole, ma anche il divertimento…..</p>
<p>Se penso di nuovo al calcio mi  viene in mente lo stadio, la mia famiglia e quindi i miei cugini con cui sono solito andare….etc.</p>
<p>In questo modo è possibile fare  un elenco e stilare un ordine degli argomenti  da trattare.</p>
<p><a href="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2016/11/Sport.jpg"><img class="alignnone  wp-image-10634" src="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2016/11/Sport-300x143.jpg" alt="sport" width="508" height="242" /></a></p>
<p><strong>Le mappe concettuali</strong></p>
<p><em> </em><em>Come sono fatte?</em></p>
<p>Hanno una struttura gerarchica, la forma di queste mappe ricorda quella di un triangolo, nel vertice in alto è collocato il nodo dell’argomento principale, i concetti vengono così rappresentati dal generale al particolare. Sulle frecce che  li collegano possono essere inserite le parole-ponte o delle domande per  facilitare la comprensione dei legami tra i diversi nodi.</p>
<p>Esempio:</p>
<p><a href="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2016/11/il-teatro-1.jpg"><img class="alignnone  wp-image-10635" src="http://www.centroefficacemente.it/saronno/wp-content/uploads/2016/11/il-teatro-1-300x170.jpg" alt="il-teatro-1" width="454" height="257" /></a></p>
<p><em>Quando è meglio utilizzarle?</em></p>
<p>Le mappe concettuali sono <strong>le più indicate durante l’attività di studio</strong> in quanto si prestano maggiormente alla  rappresentazione visiva delle conoscenze, che una volta organizzate favoriscono la  comprensione e la memorizzazione dei concetti principali.</p>
<p>Queste mappe diventano quindi molto utili durante il ripasso prima di una verifica, lo sono  però quando vengono costruite direttamente  dallo studente e non fornite dall&#8217;insegnante per evitare l’accesso diretto al libro. Diversi studi linguistici hanno infatti dimostrato come il testo sintetico, anche se breve,  è spesso più difficile da comprendere rispetto a quello originale, in questo modo i concetti vengono assimilati in modo meccanico attraverso il classico “ imparare a memoria” a discapito di un apprendimento più efficace e duraturo nel tempo.</p>
<p>Tale raccomandazione assume ancor più rilevanza quando parliamo di studenti DSA dove lo studio “a memoria” è solitamente compromesso dal disturbo.Per aiutarli durante l’esposizione orale e nel recupero del lessico specifico (parole nuove che faticano a ricordare), possono utilizzare le mappe  anche durante interrogazioni e verifiche.</p>
<p>Tuttavia non sempre gli studenti DSA usufruiscono volentieri di questo strumento:</p>
<p><em>“….già ci metto il doppio, se non il triplo  del tempo rispetto ai miei compagni e poi una volta che ho finito di leggere devo anche fare la mappa!?!?&#8230;”</em>. Come dargli torto del resto, ma tale obiezione può essere respinta se si inizia a considerare la mappa <strong>non </strong><strong> più come prodotto grafico da consultare,</strong><strong> ma come strumento utile </strong><strong>per apprendere durante lo studio</strong>.</p>
<p>In quest’ottica quindi le mappe non vengono più considerate come il prodotto finale  dell’attività di studio ma diventano uno strumento da utilizzare in itinere, organizzando di volta in volta i concetti e favorendo in questo modo la comprensione. Ciò è possibile attraverso l’utilizzo di  software informatici che consentono un approccio basato sul continuo riassestamento  dell&#8217;organizzazione spaziale dei concetti in base al progresso delle idee.</p>
<p>La maggior parte di questi software ( scaricabili gratuitamente da internet o reperibili a pagamento da siti specializzati) hanno in dotazione una sintesi vocale, grazie alla quale è possibile superare  le difficoltà dovute al disturbo di lettura. Nonostante questo, l’ostacolo più grande per questi studenti rimane individuare le informazioni principali da inserire nella mappa.</p>
<p>Laddove il disturbo non pregiudica la comprensione autonoma, l’accesso al testo avviene prima attraverso una lettura veloce degli indici testuali (titoli dei paragrafi, parole in grassetto, didascalie di foto, disegni e schemi), in tal modo è possibile costruire uno scheletro della mappa che andrà poi integrato con le informazioni ricavate dalla lettura integrale del brano.</p>
<p>Quando invece vi sono delle difficoltà nella comprensione, solo in parte superabili con l’ausilio della sintesi vocale, l’acceso al testo richiede la mediazione di un tutor che svolge la funzione di facilitare oppure una serie di “domande guida” che aiutano lo studente nell’individuazione dei concetti più importanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dott. Simone Discacciati</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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